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Niraparib: finalmente disponibile in Italia la nuova terapia

Uno dei principali problemi legati alla neoplasia ovarica è la ricomparsa della malattia dopo il primo ciclo di cure chemioterapiche. Il problema della recidiva interessa l’85% di tutte le pazienti con carcinoma avanzato dell’ovaio e per anni ha rappresentato un bisogno insoddisfatto soprattutto per le  pazienti che non hanno la  mutazione del gene BRCA, che sono la maggioranza (75%) e che sino ad oggi erano lasciate in osservazione e in  attesa della ripresa della malattia proprio per la mancanza di una adeguata terapia di mantenimento.

Oggi finalmente il Ministero della Sanità è riuscito a soddisfare questo bisogno rendendo disponibile e rimborsabile Niraparib, il  primo parp inibitore che, indipendentemente dalla presenza di una mutazione del gene BRCA, si è rivelato efficace nel trattamento di mantenimento delle pazienti con carcinoma epiteliale sieroso dell’ovaio, platino–sensibile, di alto grado, carcinoma delle tube di Falloppio, o carcinoma primario del peritoneo che abbiano risposto in modo completo  o parziale alla più recente chemioterapia a base di platino.

Il grande vantaggio di Niraparib è che aumenta in modo statisticamente e clinicamente significativo la sopravvivenza libera da progressione di malattia come ha dimostrato lo studio internazionale di Fase 3 ENGOT-OV16/NOVA, sulla base del quale è stata autorizzata l’immissione in commercio del farmaco. Lo studio ENGOT ha  coinvolto 553 pazienti - 2/3 delle quali non presentavano mutazione BRCA- ed ha dimostrato una riduzione del rischio di recidiva o di morte nel 73% delle pazienti con mutazione BRCA e nel 55%  delle pazienti non mutate. .

“La rimborsabilità di Niraparib rappresenta un passo avanti atteso da lungo tempo nel trattamentodel carcinoma dell’ovaio recidivante. Noi medici sappiamo che la sopravvivenza libera da progressione di malattia diminuisce dopo ogni trattamento al platino – ha dichiarato  Nicoletta Colombo, Direttore della Divisione di ginecologia oncologica medica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano – per cui un farmaco che aumenta in modo significativo la sopravvivenza libera da malattia avrà un impatto molto importante sulla vita delle pazienti e delle loro famiglie.”

Per le sue caratteristiche  Niraparib è il primo e unico farmaco per il carcinoma ovarico cui l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha riconosciuto l’innovatività condizionata che comporta l’inserimento nei Prontuari Terapeutici Regionali nei termini previsti dalla normativa vigente. In altre parole tutte le Regioni sono tenute ad assicurare alle pazienti l’immediata disponibilità del medicinale in regime di rimborsabilità da parte del sistema sanitario nazionale. 

"La risposta a un bisogno di cura rimasto per anni insoddisfatto rappresenta un ulteriore passo avanti nella lotto contro questa malattia e noi come associazione vigileremo sul fatto che tutte le pazienti possano concretamente accedere alla terapia in tutte le Regioni in modo equo e omogeneo." ha dichiarato Nicoletta Cerana, presidente di Acto.

Nel caso si verificassero particolari problematiche di accesso regionali o ospedaliere al farmaco, l’azienda, alfine di garantire la continuità terapeutica, si è già impegnata  a fornire gratuitamente Niraparib fino al 19 dicembre 2018. Niraparib è commercializzato con il nome di Zejula da Tesaro, un’azienda biofarmaceutica focalizzata in oncologia e dedicata ad offrire terapie innovative a persone che coraggiosamente affrontano il cancro.

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