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Regioni e presa in carico del paziente oncologico: verso l'uniformità? Il caso del BRCA

Si è tenuto a Roma il secondo Forum promosso dalle 14 associazioni di pazienti onco-ematologici  che partecipano al progetto “La salute un bene da difendere, un diritto da promuovere”, voluto e  coordinato da Salute Donna. Al centro del Forum due temi di grande attualità: il rapporto tra pazienti ed istituzioni e la mancanza di uniformità nella gestione del paziente oncologico nelle varie Regioni d’Italia.

Proprio per rendere più facile la vita del malato di tumore il gruppo delle associazioni pazienti ha elaborato un documento destinato alla classe politica che illustra in 15 punti le necessità dei malati e che si propone come base per un accordo di legislatura 2018-2023 che garantisca continuità di azione e programmazione in materia di assistenza sanitaria.

Per tale motivo il documento sarà inoltrato a tutti i partiti che si presenteranno alle prossime elezioni legislative e regionali e sarà oggetto di discussione e di confronto con tutti gli attori del sistema salute.

Intervenendo al Forum, Acto onlus ha puntualizzato la disomogeneità che caratterizza  l’erogazione del test BRCA nelle varie Regioni d’Italia e ha ricordato come in Lombardia sia intervenuta insieme a Salute Donna per chiedere, attraverso l’Intergruppo Regionale Lombardo e con apposita mozione,  l’ampliamento dei criteri di accesso e di prescrivibilità del test.

La mozione è stata approvata dalla Giunta Regionale Lombarda nel luglio scorso ma si sta ancora aspettando la delibera con cui la stessa Giunta renderà concreto l’impegno che si è assunta  di erogare il test BRCA a tutte le pazienti lombarde con diagnosi indipendentemente dall’età e dalla storia familiare e di consentirne la prescrizione anche agli oncologi, oltreché ai genetisti, al fine di accorciare i tempi tecnici della presa in carico.

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