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Trascurare gli effetti psicologici del cancro ovarico ha un impatto significativo sulle pazienti

Il   carcinoma ovarico è  il tumore ginecologico più  grave e complesso di cui soffrono 250mila donne nel mondo e 50 mila donne in Italia e che ogni anno, nel nostro Paese,  registra 5200 nuovi casi/anno. 

Molto subdolo ed aggressivo  il tumore ovarico  è  un nemico difficile da combattere perché, a causa di sintomi scarsamente riconoscibili e della mancanza di sistemi di diagnosi precoce, nell’70% dei casi viene diagnosticato tardi e in stadio avanzato con una conseguente probabilità di ricaduta entro 12-18 mesi nel 60-80% dei casi. 

Data la sua gravità, questa neoplasia si accompagna a numerosi  problemi di tipo psicologico ed emotivo che, tuttavia, il 79% delle pazienti trova difficile e imbarazzante raccontare al proprio medico curante.

Tra gli aspetti  psicologici più trascurati   vi sono la rabbia e la frustrazione che si accompagnano alla tardività della diagnosi,  il tema della fertilità e del rapporto di coppia e, in testa a tutti, la ricaduta nella malattia. La recidiva è  la fonte principale di preoccupazione ma dagli studi emerge che il 53% delle pazienti  non riceve  informazioni sufficienti sui sintomi della recidiva e che il 63% del personale infermieristico dichiara di non avere tempo sufficiente da dedicare a questo argomento.

Inoltre il 60% delle donne con recidiva dichiara di non essere in grado di fare ciò che avrebbero voluto (contro il  16%  delle pazienti non recidivanti) e il 66% delle stesse pazienti dichiara di avere problemi di concentrazione  (rispetto al 26% delle donne senza recidiva).

Un importante aspetto psicologico riguarda anche le opzioni terapeutiche per la recidiva di cui  le pazienti vorrebbero conoscere meglio il vantaggio  rispetto all’impatto sulla qualità di vita. Un argomento spesso trascurato o poco  comunicato  dal team di cura. A tale proposito lo studio ha messo in evidenza che l’86% delle pazienti si dichiara disponibile a testare un farmaco che privilegi la qualità della vita rispetto alla durata. 

Questi dati emergono da una rassegna di 65 lavori pubblicati tra il 2003 e il 2018 nella letteratura scientifica internazionale  sui bisogni di cura delle donne affette da tumore ovarico condotta da Tesaro, azienda biofarmaceutica focalizzata sull’oncologia,  nell’ambito del progetto Our Way Forward. Questo progetto,  che Tesaro ha attivato  con il contributo della National Ovarian Cancer Coalition (NOCC),  dell'Ovarian Cancer Research Fund Alliance (OCRFA)e della World Ovarian Cancer Coalition, è stato lanciato nel giugno 2017 e  si rivolge alle pazienti di tumore ovarico, ai loro familiari e al personale sanitario coinvolto per  migliorare la comunicazione  sul tumore ovarico avanzato e trovare  approcci condivisi alle sfide fisiche ed emotive di questa patologia.

Per informazioni sul progetto: ourwayforward.doc

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